Meta turistica da più di 2000 anni, Abano Terme, viene considerata la località fango-terapeutica e termale più importante d’Europa e tra le prime al mondo.
La città, il cui nome deriva dal greco “à ponos” (che toglie il dolore), sorge in posizione incantevole nel suggestivo contesto ambientale dei Colli Euganei ed è oggi meta di quanti ricercano una vera rigenerazione del corpo e dello spirito. La principale voce delle entrate e fonte di occupazione di Abano Terme è costituita dal turismo, strettamente connesso all'organizzatissima struttura alberghiera e agli attrezzati stabilimenti termali, che offre al pubblico servizi di alta qualità.
Le acque del bacino termale euganeo, conosciute fin dall'antichità, appartengono alla categoria delle acque sotterranee profonde. L’acqua giunge dalle prealpi, in particolare dai Monti Lessini sopra Verona e defluisce nel sottosuolo attraverso la roccia calcarea arrivando fino ad una profondità di 2500-3000 metri. Per compiere questo tragitto sotterraneo di circa 90 km, le acque impiegano dai 25 ai 30 anni, nel corso del quale si arricchiscono di sali minerali e arrivano ad una temperatura di 80/90 gradi prima di sgorgare in superficie. Sono innumerevoli le terapie del benessere adottate dai centri presenti nella zona, volte a curare malattie reumatiche, osteoartrosi, dolori articolari, nonché malattie dell’apparato respiratorio che l’acqua termale contribuisce a combattere. Inoltre le cure dei fanghi, abbinate alle classiche tecniche di massoterapia e di tonificazione del corpo e alle moderne azioni di intervento per il benessere dell’organismo, costituiscono oggi la soluzione migliore per chi ricerca il recupero psicofisico in pieno relax.
Narra la leggenda che Ercole, partito con i suoi eroici compagni greci per affrontare Gerione, sfiniti e stanchi dopo averlo ucciso, furono ristorati dalle virtù miracolose di quelle acque calde e vi si fermarono a vivere stabilmente. I Colli furono chiamati Euganei proprio per la nobiltà della loro stirpe. Inoltre Ercole, per purificarsi dal male fatto a Gerione, gli costruì un tempio ad Abano in suo onore, concedendogli di diventare un vero oracolo. Come scrive Svetonio, questa leggenda era ben conosciuta nel mondo romano, sicché l’imperatore Tiberio, mentre un giorno si recava nell’Illiria, volle ascoltare questo rinomato oracolo ed ebbe un perentorio responso, precisamente di dover buttare dei dadi d’oro nella fonte, proprio dove oggi si trova Abano, per conoscerne il fato che lo attendeva. La leggenda narra che i dadi gettati avessero reso preziosa l’acqua, attribuendole qualità non comuni per guarire varie malattie.
Cuore della “Abano nuova”, si estende da Piazza Fontana ai Giardini del Montirone. È il vero centro di animazione della città, ricco di negozi, alberghi e locali.
Collega longitudinalmente due zone della città grazie ad un percorso pedonale che alterna spazi verdi ad una invitante selezione di negozi.
Sono numerose le fontane che arricchiscono le piazze e la zona pedonale. Merita sicuramente una visita piazza Cristoforo Colombo, dominata dalla fontana-monumento dedicata al navigatore genovese.
Fu costruito nel 1700 dai nobili Dondi dall’Orologio, nel secolo successivo venne ampliato e fu aggiunta la facciata neoclassica ad opera di Giuseppe Jappelli.
E' un centro museale integrato per promuovere e valorizzare cultura, arti, spettacolo. Vi è esposta parte della preziosa collezione di maschere teatrali frutto della produzione artistica di Amleto e Donato Sartori in 77 anni di attività.
L’ingresso monumentale progettato da Jappelli indica l’importanza di questo piccolo Colle, un tempo ricco di sorgenti termali che sgorgavano naturalmente ad una temperatura di 80°C, di cui oggi troviamo le vasche in pietra, simbolo della millenaria tradizione termale aponense.
Splendida villa del ‘500, con affreschi attribuiti al Buttafogo o ad Antonio Vassilacchi detto l'Aliense, appartiene oggi al Comune di Abano Terme, è sede di eventi e museo.
Situata all’interno dei Giardini del Montirone, la Pinacoteca raccoglie le opere più importanti della Collezione Roberto Bassi Rathgeb, uno studioso di storia dell’arte e collezionista bergamasco che, alla sua scomparsa, ha donato la propria collezione d’arte e di antiquariato al Comune di Abano Terme.
Sorge sull’omonimo colle ed è sede di clausura di monache benedettine. Sono visitabili la chiesa, eretta nel 1711 da Francesco Muttoni, una loggetta panoramica e alcune sale al piano terra. Lo spaccio del monastero propone prodotti preparati dalle monache.
Situato nella “Abano vecchia” conserva al suo interno opere d'arte di notevole pregio: alcune tele della scuola di Jacopo Ceruti detto Il Pitocchetto, ed altre opere di Pietro della Vecchia, Amleto Sartori, J. K. Henrici, Mario Pinton, Luigi Strazzabosco, Giorgio Scalco, Enrico Ghiro, Aristide Ghiro ed Imerio Trevisan. Il campanile è composto dalla base che risale al 900 d.C., mentre la parte superiore è del 1315.
Sorge a Monteortone, frazione di Abano, ai piedi dell'omonima collina ed è meta di pellegrinaggi. All’interno si possono ammirare un pregevole ciclo di affreschi di Jacopo da Montagnana, una Crocifissione di Palma il Giovane ed un grandioso organo Tamburini a tre tastiere, uno tra i più grandi del Veneto, oltre che all’immagine miracolosa della Madonna. Il santuario fu fatto costruire nel 1428, a seguito dell’apparizione della Vergine ad un uomo d’armi, Pietro Falco, che lo guarì dalla peste invitandolo a bagnarsi ad una fonte che sgorgava ai piedi del Colle.
Attigua al Duomo di San Lorenzo, è degna di nota per la sua meridiana, ideata dall'astronomo aponense Salvador Condè, una delle più grandi d’Europa (3.000 mq).
La sede della Biblioteca Civica di Abano si trova nel quartiere storico della città, S. Lorenzo. L’edificio è davvero un gioiello, una costruzione imponente e raffinata, opera del famoso architetto Paolo Portoghesi. Suddivise nei tre piani, trovano posto una sala riunioni, la sezione ragazzi con ludoteca, l'emeroteca e l'offerta libraria, la sezione locale, una sala studio e consultazione, la sezione per i libri stranieri, la mediateca. Il patrimonio della Biblioteca è costituito da oltre 30.000 volumi, tra i quali alcuni molto rari ed antichi.